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LINO CAPOLICCHIO - Recitazione

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E’ uno degli attori più prestigiosi del teatro e del cinema italiani. Lino Capolicchio è stato uno dei protagonisti della stagione dello sperimentalismo e della militanza del cinema italiano degli anni Settanta.
Racconta di esser stato folgorato a dodici anni da una rappresentazione dell’ Assassinio nella cattedrale di T.S. Eliot e di aver così deciso,di andare a Roma e frequentare i corsi dell’Accademia d’Arte Drammatica. Gli esordi professionali si compiono nei primi anni Sessanta presso il Piccolo Teatro di Milano nella compagnia di Giorgio Strehler, che lo fa recitare in numerosi spettacoli.
Le prime esperienze su un set avvengono proprio grazie alla sua formazione teatrale nelle trasposizioni di due capolavori letterari quali “Il conte di Montecristo”, girato per la Rai da Edmo Fenoglio e “La bisbetica domata”, che Zeffirelli ha tratto da Shakespeare. Nella produzione di Zeffirelli, si intrattiene in lunghe conversazioni con Richard Burton. Il primo ruolo di rilevante visibilità lo ottiene nell’esordio alla regia di Roberto Faenza, “Escalation”, una cinica tragicommedia su rivoluzione e conformismo della borghesia italiana, girata nel pieno della contestazione sessantottina. È un periodo in cui il cinema tenta di far emergere i pensieri latenti della mentalità italiana nelle abitudini sessuali come politiche, e Capolicchio si trova così ad essere protagonista di pellicole divenute leggendarie come “Metti una sera a cena” di Giuseppe Patroni Griffi, “Il giovane normale” di Dino Risi oppure l’ultimo film di Giuseppe De Santis, “Un apprezzato professionista di sicuro avvenire”. Importante parentesi, all’interno di un corpus di film girati nei primi anni Settanta che trattano principalmente di frustrazioni legate all’eros in modi più o meno leggeri, è il film PREMIO  OSCAR di Vittorio De Sica “Il giardino dei Finzi Contini”, grazie al quale acquisisce anche una visibilità internazionale con un ruolo “letterario” più simile a quelli degli esordi.
Dopo aver lavorato anche con Carlo Lizzani nel film che racconta gli ultimi giorni di Mussolini in “Mussolini: ultimo atto”, si addentra nel territorio dei film cosiddetti “di genere”, anche se sempre attento a privilegiare un rapporto con gli autori. Dopo il poliziottesco pulp con Lee J. Cobb “La legge violenta della squadra anticrimine”, scopre una prolifica collaborazione con Pupi Avati, a cominciare dal suo primo horror girato nella provincia bassa padana “La casa dalle finestre che ridono”. Con il regista bolognese lavora infatti subito dopo in “Le strelle del fosso”, e nelle serie televisive “Jazz Band e Cinema!!!”, e continuerà a recitare anche nei decenni successivi (“Noi Tre”, “Ultimo minuto”, “Fratelli e sorelle”). Tuttavia, ad eccezione delle interpretazioni per Avati e della voce prestata a Bo Duke nel telefilm Hazzard, dagli anni Ottanta lavora sempre più limitatamente per cinema e televisione, dedicandosi esclusivamente al teatro e all’insegnamento dell’arte drammatica alle nuove generazioni. Le sue sporadiche apparizioni collimano con un lavoro per autori riconosciuti (i fratelli Taviani in “Fiorile”; Peter Del Monte in “Compagna di viaggio”; Renzo Martinelli in “Porzus”) oppure, negli anni dopo il 2000, in fiction di forte impegno civile (“Un delitto impossibile”, “Il sequestro Soffiantini”, “Al di là delle frontiere”). In questo lungo periodo di limitata esposizione si è dedicato anche alla regia cinematografica con due opere dal sapore nostalgico e assolutamente anticonvenzionale per il panorama italiano attuale: nel 1995 il docudrama “Pugili”, con Pierfrancesco Favino, vincitore di alcuni premi nelle competizioni internazionali, e nel 2002 “Il diario di Matilde Manzoni”, drammatizzazione della figura della figlia del celebre scrittore milanese, descritto come una persona disumana e assente, e dove, per questo, si sono riconosciute delle traslazioni autobiografiche.



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La Locandina del film Vincitore del Premio Oscar con Protagonista Lino Capolicchio

Nel 1971 VINCE  IL DAVID DI DONATELLO


Filmografia



“ESCALATION” ROBERTO FAENZA 1967
“VERGOGNA SCHIFOSI” MAURO SEVERINO 1968
“METTI UNA SERA A CENA” G. PATRONI GRIFFI 1968
“IL GIOVANE NORMALE” DINO RISI 1969
“LE TUE MANI SUL MIO CORPO” BRUNELLO RONDI 1969
“IL GIARDINO DEI FINZI CONTINI” VITTORIO DE SICA 1970             PREMIO OSCAR
“MIO PADRE MONSIGNORE” ANTONIO RACIOPPI 1971
“CORPO D’AMORE” FABIO CARPI 1971
“UN APPREZZATO PROFESSIONISTA
DI SICURO AVVENIRE” G. DE SANTIS 1972
“AMORE E GINNASTICA” L. F. D’AMICO 1973
“D’AMORE SI MUORE” C. CARUNCHIO 1974
“MUSSOLINI ULTIMO ATTO” CARLO LIZZANI 1973
“DI MAMMA NON CE N’E’ UNA SOLA” A. GIANNETTI 1974
“L’ULTIMO GIORNO DI SCUOLA,
PRIMA DELLE VACANZE DI NATALE” G. BALDI 1974
“LA LEGGE SPIETATA
DELLE SQUADRE ANTICRIMINE” STELVIO MASSI 1975
“CALAMO” MASSIMO PIRRI 1975
“LA CASA DELLE FINESTRE
CHE RIDONO” PUPI AVATI 1976
“SOLAMENTE NERO” ANTONIO BIDIO 1978
“LE STRELLE NEL FOSSO” PUPI AVATI 1979
“IL MONDO DEGLI ULTIMI” GIAN BUTTURINI 1979
“CANTO D’AMORE” ELDA TATTOLI 1980
“NOI TRE” PUPI AVATI 1984
“DIE WALCHE” WARNER MASTEN 1986
“ALL’ULTIMO MINUTO” PUPI AVATI 1987
“LA RAGNATELA” ALESSANDRO CANE 1990
“FRATELLI E SORELLE” PUPI AVATI 1991
“IL GIARDINO DEI CILIEGI” A. AGLIOTI 1992
“FIORILE” F.lli TAVIANI 1993
“COMPAGNA DI VIAGGIO” PETER DEL MONTE 1995
“PORZUS” SERGIO MARTINELLI 1997
“IL TEMPO DELL’AMORE” GIACOMO CAMPIOTTI 1997
“L’ACCERTAMENTO” LUCIO LUNERTI 1997
“UN DELITTO IMPOSSIBILE” ANTONELLO GRIMALDI 2000


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Lino Capolicchio nel Film "La casa dalle finestre che ridono" di Pupi Avati

Lino Capolicchio nel Film "La casa dalle finestre che ridono" di Pupi Avati

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Televisione



“QUESTI NOSTRI FIGLI” MARIO LANDI 1966
“IL CONTE DI MONTECRISTO” EDMO FENOGLIO 1966
“BRODO DI POLLO CON L’ORZO” FLAMINIO BOLLINI 1968
“I GIORNI DEI TURBIN” EDMO FENOGLIO 1969
“IL GUARDIANO” EDMO FENOGLIO 1976
“LA PAGA DEL SABATO” SANDRO BOLCHI 1976
“IL DELITTO PATERNO’” GIANLUIGI CALDERONE 1977
“JAZZ BAND” PUPI AVATI 1977
“LA CASTA FANCIULLA DI CHEAPSIDE” UGO GREGORETTI 1977
“LA FINE DEL VIAGGIO” ENRICO COLOSIMO 1977
“LO SCROCCONE” MARIO MORINI 1978
“CINEMA” PUPI AVATI 1978
“GIUSEPPE VERDI” RENATO CASTELLANI 1980
“WOJZZECK” GIORGIO PRESSBURGER 1982
“LO ZOO DI VETRO” MARCELLO ALIPRANDI 1983
“ATELIER” VITO MOLINARI 1985
“APOLOGO TIBERINO” FRANCESCO MASELLI 1986
“LA PIOVRA 3” LUIGI PERELLI 1987
“CARLO MAGNO” CLIVE DONNER 1993
“CASA RICORDI” MAURO BOLOGNINI 1993
“L’ELEFANTE BIANCO” GIANFRANCO ALBANO 1997
“FINE SECOLO” GIANNI LEPRE 1998
“SCOMPARSI” CLAUDIO BONIVENTO 1999
“IL CASO SOFFIANTINI” RICCARDO MILANI 2001
“AL DI LA’ DELLE FRONTIERE” MAURIZIO ZACCARO 2003

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Lino Capolicchio con Carlo Lizzani

Lino Capolicchio con Carlo Lizzani

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TEATRO



“LE BARUFFE CHIOZZOTTE” di C. GOLDONI, G. STREHLER  1965
“IL GIOCO DEI POTENTI” di W. SHAKESPEARE,  G. STREHLER  1966
“I MAFIOSI” di L. SCIASCIA,  F. TOLUSSO 1966
“IL GUARDIANO” di HAROLD PINTER,  E. FENOGLIO 1967
“UNO SGUARDO DAL PONTE” di A.MILLER,  RAF VALLONE 1967
“L’OROLOGIO AMERICANO” di A. MILLER,  ELIO PETRI 1981
“LA COMMEDIA DELLA SEDUZIONE” di A. SNHITZLER,  LUCA RONCONI 1985
“LA LOCANDIERA” di C. GOLDONI,  G. PATRONI GRIFFI 1987
“ORE VIVE” di A- SNIHTZLER,  VALTER PAGLIARO 1987
“CRONACA” di L. TRIESTE,  M. FERRERO 1988
“HURLYBURLY” di DAVID RABE,  W. MATTOLINI 1989
“LA DOLCE ALA DELLA GIOVINEZZA” di T. WILLIAMS,  G. P. GRIFFI 1990
“LA CADUTA DELLA CASA USCHER” di E. A. POE,  W. PAGLIARO 1991
“SENILITA’” di ITALO SVEVO,  L. DE FUSCO 1995
“IL CATALOGO”di J. C. CARRIERE,  BEPPE NAVELLO 2001

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Lino Capolicchio, Dominique Sandà e Helmut Berger

Lino Capolicchio, Dominique Sandà e Helmut Berger

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REGIE TEATRALI

“SEGNI BAROCCHI” 1987




REGIE LIRICHE



“LA BOHEME” di GIACOMO PUCCINI 1988
“MANON LESCAUT” di GIACOMO PUCCINI 1996




REGIE CINEMATROGRAFICHE

“DOWN TOWN” 1985
“DETECTIVE” 1992
“IL CLANDESTINO” 1993
“PUGILI” 1995
“IL DIARIO DI MATILDE  MANZONI” 2000




TRATTAMENTI

“LA PORTA CHIUSA” 1990

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