Corso annuale di Recitazione e Doppiaggio

“Recitare non è molto diverso da una malattia mentale: un attore non fa altro che ripartire la popria persona con altre. E’ una specie di schizofrenia.”
Vittorio Gassman
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Il Corso annuale che l’Accademia propone nasce con l’originale nonchè ambizioso intento di coniugare
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l’alta formazione nel campo della Recitazione cinematografica e televisiva affidata ad una docenza d’elezione come quella dell’attore Lino Capolicchio (Direttore del Corso, ex- docente del centro Sperimentale, nonchè prestigioso attore di Cinema e teatro, anche Premio Oscar per “Il Giardino dei Finzi Contini” di V. De Sica che seguirà l’intero corso
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la formazione relativa al Doppiaggio diretta dal Direttore sergio Di Giulio (D. Aykroyd, C. Reeve, K.Russell, J. Belushi, Bill Murray, M. Rourke…), presso gli Studi della FONOROMA (una delle strutture più importanti in Italia) .
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la Preparazione ai Provini diretta dal Director Casting Edoardo Scatà, principale responsabile casting di Produzioni come la D.A.P., la Titanus e la Grundy Italia, nonchè attore di teatro con Luca Ronconi.
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uno Stage finale (saggio di diploma) diretto da un Docente Regista altamente qualificato che guiderà l’interpretazione degli allievi nella riproposizione di una sezione filmica nota.
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Il pacchetto formativo può essere acquisibile anche escludendo la sezione dedicata al Doppiaggio (ovviamente ad un costo inferiore) qualora non vi sia un interesse specifico.
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L’insegnamento terrà in considerazione il duplice aspetto della figura dell’attore: il primo rivolto alla padronanza dei mezzi espressivi mediante l’uso della voce, la respirazione, la dizione, l’espressione corporea, l’improvvisazione, finalizzati alla interpretazione. Il secondo, tendente alla specificità della recitazione davanti alla macchina da presa. La metodologia dei nostri Docenti è ispirata alla migliore tradizione interpretativa italiana, impersonata da Orazio Costa, il quale, presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, è stato maestro di diverse generazioni di talenti del teatro e del cinema italiano.
Al suo insegnamento si aggiunge l’apporto delle tecniche di recitazione del Cinema Americano diffuse dal Metodo Stanislavskij-Strasberg .
L’elemento portante, per l’iter formativo di un attore è quello che viene definito la presenza scenica. Essa riguarda lo sviluppo di abilità fisiche e fisiologiche
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la duttilità e la capacità di utilizzare il proprio corpo: l’azione dell’attore si sviluppa, collegandola all’uso della parola, con la gestualità e con la mimica, in una accurata precisione prossemica
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L’uso della gestualità per integrare la verbalità, interagire con gli altri attori ed enfatizzare le parole o dare loro significati simbolici.
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le possibilità offerte dell’utilizzo della voce: l’uso accurato dello strumento vocale per comunicare le caratteristiche del personaggio ed esprimerne le emozioni. Questo risultato si ottiene con l’attenzione alla dizione e all’intonazione mediante una corretta respirazione e articolazione. Si ottiene anche con il tono e l’enfasi che un attore mette nelle parole.
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la creatività e l’ispirazione dell’attore possono essere stimolate da adeguati esercizi di rilassamento e di visualizzazione. La funzione di questi esercizi è principalmente quella di focalizzare l’attenzione cosciente sul lavoro creativo, disperdendo le frequenti tensioni legate a preoccupazioni di carattere personale o ad una più generale paura del pubblico e della prova in sé.
Gli aspetti interiori del percorso dell’attore si svolgono a diversi livelli: nello studio del personaggio, nell’osservazione che l’attore fa di se stesso come individuo e negli aspetti psicologici ed emotivi dell’attore durante l’esecuzione.
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Lino Capolicchio
Direttore del Corso
Recitazione
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L’interpretazione cinematografica sarà curata da Lino Capolicchio, uno dei nostri attori di teatro e di cinema tra i più prestigiosi, interprete di opere dirette da alcuni dei nostri maggiori autori, quali V. De Sica, C. Lizzani, G. De Santis, i Taviani, D. Risi, R. Faenza e P. Avati. Già docente di Recitazione alla Scuola Nazionale di Cinema (tra i suoi allievi Francesca Neri e Jaia Forte ).
E’ uno degli attori più prestigiosi del teatro e del cinema italiani. Formatosi alla scuola di Giorgio Strehler,ha interpretato alcune delle opere più rappresentative del nostro cinema: “Metti una sera a cena” di G. Patroni Griffi; “Il giardino dei Finzi Contini” di V. De Sica; “Un apprezzato professionista di sicuro avvenire”di G. De Santis; “Mussolini, ultimo atto” di C. Lizzani; “La casa delle finestre che ridono”, “Fratelli e sorelle” di P. Avati; “Porzius” di S. Martinelli; “Il tempo dell’amore” di G. Campiotti. Per la televisione ha interpretato numerose fiction, tra cui: “Il Conte di Montecristo” di E. Fenoglio; “La paga del sabato” di S. Bolchi “GiuseppeVerdi” di R. Castellani; “Zoo di vetro” di M. Aliprandi; “La Piovra 3” di L. Perelli; “Carlo Magno” di Clive Donner; “Il caso Soffiantini” di R. Milani.Per il teatro: “Le Baruffe Chiozzotte”, regia di Elio Petri; “La Locandiera” regia di G. Patroni Griffi;“La Commedia della Seduzione”, regia di Luca Ronconi; “Senilità”, regia di L. De Fusco. Per alcuni è stato Docente di Recitazione presso la Scuola Nazionale di Cinema di Roma, avendo tra i suoi allievi alcune delle più affermate attrici di oggi, quali Jaia Forte e Francesca Neri. Ha inoltre al suo attivo diverse regie di opere liriche nei maggiori Teatri italiani e due film come regista: “Pugili” e il recentissimo “Diario di Matilde Manzoni”.
RECITARE CON IL VOLTO
“Ero molto amico del regista Giuseppe De Santis e perderlo ha rappresentato per me un colpo durissimo, perché lo sentivo come un padre. D’altronde tutti i registi con cui ho lavorato sono stati dei veri maestri di vita, non solo sul piano artistico ma soprattutto umano. Non avendo avuto un padre, l’ho sempre cercato tra i registi, di cui ho amato l’immensa cultura.
Spesso, però, mi è capitato di avere delle dispute con loro; con Zurlini, per esempio, ci siamo quasi accapigliati perché una volta mi disse: “Come fa a piacerti Dante Gabriele Rossetti che è un decadente della peggiore specie?”. Quando Giuseppe De Santis venne nominato direttore del corso di regia del Centro Sperimentale, mi propose di fare l’insegnante di recitazione. Accettai e insegnai lì per tre anni, dal 1985 al 1987. Mi vanto di aver scoperto durante le prove di ammissione Francesca Neri e Iaia Forte, mentre fui l’unico a dare un parere positivo a Sabrina Ferilli, che sostenne l’esame ma non fu presa. Dopo questa esperienza ho lasciato per anni l’insegnamento, fino a quando Parisi mi ha chiesto di dirigere il corso di Recitazione della sua Accademia di cinema e televisione (Rosebud).
Il mio metodo didattico, oggi come ai tempi del Centro Sperimentale, consiste nel mettere in scena un brano tratto da un testo teatrale, illustrando ai ragazzi la corretta recitazione con le pause, i ritmi e la giusta dizione. In seguito questa impostazione viene completamente ribaltata, poiché attraverso l’uso della telecamera il linguaggio teatrale viene convertito in linguaggio cinematografico.
In questo modo si cerca di far comprendere come una certa recitazione, vista attraverso il video, risulti arti- ficiale, mentre nella rappresentazione filmica occorre trovare una verità. Per esempio, spesso accade che gli attori non sappiano gestire il diaframma in maniera appropriata; infatti, se nel teatro la sua assenza comporta l’impossibilità dell’ascolto, nei piani a due cinematografici non deve essere usato al fine di rendere la voce più naturale possibile. Altro aspetto fondamentale da curare sono le pause, principalmente nel cinema, perché essendo un mezzo che punta all’impatto visivo,ricerca anche nei primi piani muti il massimo grado di espressività. Gli allievi si trovano estremamente spiazzati da questo tipo di intervento, almeno all’inizio, ma riescono poi a entrare in quel meccanismo ipnotico che io considero l’immagine filmica. Il grande regista è paragonabile a un mago in grado di ipnotizzare tutti, l’intera troupe e gli attori. L’entusiasmo giovanile verso il mezzo cinematografico porta spesso a un rifiuto del training teatrale e, invece, è molto importante studiare entrambe le tecniche per divenire un vero professionista. Ricordo una scena girata da giovane con Jean Louis Trintignan; vedendolo recitare vis a vis, lo consideravo assolutamente inespressivo e mi stupivo pensando alla sua fama di grande attore. Quando, però, sono andato a vedere il materiale in moviola mi sono accorto che, in realtà, recitava con gli occhi e con impercettibili movimenti del capo, riuscendo a dare il giusto tempo alle battute. Grazie alla sua tecnica prodigiosa ho avuto la rivelazione di cosa significhi svolgere questa professione ad altissimi livelli. Già ai tempi dell’Accademia con Giannini eravamo considerati molto promettenti, anche se preferivano attori con la voce impostata, come Lavia, che io detestavo. Giancarlo e io ci interessavamo a una recitazione più diretta, più moderna, con meno fronzoli e niente retorica, nonostante studiassimo l’educazione della voce e l’uso del diaframma. Con orgoglio posso affermare di essere stato l’unico allievo a ottenere lo stesso voto di Gassman in dizione poetica in quarant’anni di Accademia.
. È importante per gli iscritti alle prime armi trovare una guida che indichi loro i giusti fondamenti, su cui impostare il proprio futuro anche da un punto di vista etico. Quando avevo 22 anni, nel 1968, feci per la televisione un testo di Arnold Wescher dal titolo Brodo di pollo con l’orzo; la scena finale tra me e la Brignone era costruita su venticinque minuti di recitazione ad altissimo livello, senza alcuno stacco di camera. Non solo dovevo dimostrarmi all’altezza della situazione ma calibrare una serie di movimenti con attenzione, per non andare fuori fuoco. Alla fine i cameraman mi applaudirono e si stupirono che, alla mia età, non avessi manifestato un minimo di emozione nel recitare accanto a una grande attrice di teatro come la Brignone. Allora dissi “Quando si attraversa il fuoco - e io l’ho fatto per due anni con Strehler - dopo non ti fa paura più niente”. Ai miei allievi racconto spesso di come Strehler ti martoriasse con prove dalle 05:00 del pomeriggio alle 04:00 del mattino, ti apostrofasse con urla incandescenti che ti facevano venire voglia di scappare, si facesse odiare, ma poi avesse delle idee così straordinarie da lasciarti letteralmente ammirato, passando di colpo dall’odio all’amore. Grazie al video un attore può avere un riscontro immediato, ma la macchina da presa è un giudice spietato e, quindi, fa emergere pregi e difetti. Quando mi vidi nel primo film, mi dissi che non ero io. Probabilmente non piacersi dipende dal fatto che non ci vediamo come siamo nella realtà, ma come vorremmo vederci. Si tratta di un percorso utile, perché fa capire come nella recitazione cinematografica la parola d’ordine sia proprio: “non esagerare”.

Rita di Lernia
Dizione - uso della voce e diaframma - Dizione poetica
Diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma con Orazio Costa, ha fatto parte dei Teatri Stabili di Genova, Torino, Milano e delle Compagnie di Prosa Proclemer-Albertazzi, Buazzelli, De Filippo, Lavia- Guerritore. E’ stata diretta tra gli altri da O. Costa, L.Squarzina, V. Gassman, L. Salce e G. Albertazzi. Svolge attività continuativa in doppiaggio, radio, cinema. Attualmente tiene anche un Corso di Educazione Teatrale alla Scuola d’Arte di Spoleto.

Edoardo Scatà
Recitazione cine-televisiva - Preparazione ai Provini
(Director Casting)
E’ stato per 10 anni dal 1988 al 1999 attore in teatro ed in cinema recitando in ruoli importanti in spettacoli memorabili come quelli diretti da Luca Ronconi a Torino, come “Strano interludio” di O’Neill, “Gli ultimi giorni dell’umanità“ di Karl Krause e poi “Madre coraggio” di Brecht, con Piera Degli Esposti, a Firenze un edizione di “Roberto Zucco” di Koltès in lingua francese e poi al cinema con Maselli ne “La demolizione”, fino al fortunato incontro in metropolitana con Dino Risi nel 1995 e scritturato come protagonista. Ha lasciato poi definitivamente le scene l’anno successivo nel 1996. Da più di 10 anni è direttore casting per le più grandi produzioni italiane di fiction e lunghe serialità per la televisione. Ha lavorato molti anni per la D.A.P., la Titanus e la Grundy Italia. Tra i lavori più importanti molte lunghe edizioni di “Incantesimo” come la serie n°6, la n°7 e la n°8 insieme a Jenny Tamburi, e tra gli ultimi lavori “Betty la brutta” per la Grundy Italia. Collabora spesso anche con le produzioni francesi.
Nello specifico si affronterà il lavoro concreto di alcune scene di cinema, tra quelle elencate, da girare sia singolarmente ( primo piano dell’uno e dell’altro) che in gruppo:
Un cuore in inverno CLAUDE SAUTET - Tutti i battitti del mio cuore JACQUES AUDIARD - Confidenze troppo intime PATRICE LECONTE - Sliding Doors GWYNETH PALROW - Il ladro di bambini GIANNI AMELIO - Una giornata particolare ETTORE SCOLA - La vita che vorrei GIUSEPPE PICCIONI - Tutto su mia madre PEDRO ALMODOVAR - La Mala Education PEDRO ALMODOVAR, CRISTINA COMENCINI - La bestia nel cuore - Notte prima degli esami FAUSTO BRIZZI - La finestra di fronte FERZAN OZPETEK - Le fate ignoranti FERZAN OZPETEK - La stanza del figlio NANNI MORETTI - L’ultimo bacio GABRIELE MUCCINO - L’appartamento spagnolo CEDRIC KAPLISCH - Volver PEDRO ALMODOVAR - Il più bel giorno della mia vita CRISTINA COMENCINI
La storia dei grandi maestri
Bellissima LUCHINO VISCONTI - Morte a Venezia LUCHINO VISCONTI - L’Avventura MICHELANGELO ANTONIONI - La Notte MICHELANGELO ANTONIONI - L’Eclisse MICHELANGELO ANTONIONI - Ieri, oggi e domani VITTORIO DE SICA - Il Sorpasso DINO RISI - Una giornata particolare ETTORE SCOLA - Scene da un matrimonio INGMAR BERGMAN - Sinfonia d’autunno INGMAR BERGMAN
Analisi di Scene tratte da fiction popolari o lunghe serialità
LA FICTION E’ ENTRATA NELLA REALTA’ LAVORATIVA ED E’ PER I GIOVANI FONTE DI LAVORO.
Il Commissario Montalbano - Elisa di rivombrosa - Incantesimo

Sergio Di Giulio
(consulta link curricula Docenti)
Doppiaggio
L’arte del Doppiaggio.
Cosa significa “doppiare” ? Prestare la propria voce ad un altro. Semplice, no? Ti chiamano, ti fanno vedere l’altro che appare sullo schermo, ti danno il copione dove sono le sue battute e poi ti dicono: “Adesso dille come le dice lui!” Sembra di dover misurarsi con un playback a rovescio. Il volto dell’altro e la tua voce. La cosa, allora, comincia ad essere un po’ più complicata. Perché, come prima cosa, bisogna stare attenti al sincronismo, a far combaciare il movimento delle labbra dell’altro, con le parole delle battute che tu dici! E ancora: devi modulare i toni della tua recitazione con quelli dell’altro: tener conto delle sue pause, dei ritmi, delle sfumature, perfino dei tic, (ti può capitare anche di rendere labalbuzie!). Hai presente il profluvio discorsivo di Woody Allen? Quanti riuscirebbero a stargli dietro, a quella velocità? Senza perdere l’equilibrio, o stravolgerne il carattere? Ebbene, noi abbiamo avuto la fortuna di contare sul compianto Oreste Lionello. ( Lo stesso Woody Allen ha confessato che Lionello rendeva migliore i suoi film!). Eppure siamo forse solo a metà del percorso che rende un doppiatore veramente bravo. Perché – poi - con l’altro bisogna stabilire un rapporto di grande intimità, una vera e propria simbiosi. Bisogna gioire, ridere, soffrire, sognare, odiare, mentire, piangere, ridere con lui! Senza perdere il controllo. In una identificazione totale, che ti porta ad una sorta di mutazione; con il rischio di trasformarti, di volta in volta, o in uno sfrenato istrione, o in un soggetto affetto da (fortunatamente momentanea) schizofrenia. Dimmi allora se questo è un mestiere facile! O non somiglia piuttosto a quello di un pilota di “Formula uno”? Un’esagerazione? Prova per credere! Sembra che vogliamo scoraggiarti. Ma è solo un onesto avvertimento. Per evitarti brucianti delusioni.Ti forniremo gli strumenti, le abilità tecniche e mentali, ti indicheremo alcuni segreti del mestiere, e anche qualche trucco, per poter affrontare una gara tanto impegnativa. Per il resto toccherà a te. Alla tua volontà, alla tua passione, alla tua sensibilità e al talento che dimostrerai di avere.
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I laboratori si svolgeranno presso gli Stabilimenti della FONOROMA, uno dei più prestigiosi complessi di studi per il settore cinematografico e televisivo che con la sua costante ristrutturazione tecnologica ha permesso all’Azienda di competere sul mercato internazionale.
Gli insegnanti a causa di impegni lavorativi imprevisti potrebbero subire sostituzioni
Le esercitazioni verranno svolte con videocamere DV digitale secondo le tecniche cinematografiche e televisive.
Nell’ultimo periodo del Corso gli allievi parteciperanno ad uno Stage (saggio di Diploma) diretto da un Docente regista dell’Accademia come interpreti del girato che ripropone scene di un film , con attribuzione di ruoli relativi al profitto raggiunto durante l’anno.
Discipline:
Recitazione Cinematografica
Dizione - Fonetica
Movimento scenico ed Improvvisazione
Preparazione ai provini e Recitazione televisiva (il Director Casting consiglierà le agenzie più valide nel settore)
Doppiaggio presso i Laboratori della FONOROMA
Stage finale con girato
Realizzazione di uno show-reel personale
Al termine del Corso verrà rilasciato un Diploma di Recitazione Cinematografica con votazione
(previo giudizio della Commissione Didattica e rispetto della normativa contenuta nell’Ordinamento Didattico)
Verrà realizzato durante l’anno accademico per ogni allievo uno “showreel” personale che verrà consegnato insieme al Diploma del proprio Corso.
Segnaliamo che la frequenza ai Corsi dell’Accademia fornisce un corredo didattico di studi ottimale per poter affrontare le prove di ammissione ai Corsi della “Scuola Nazionale di Cinema” (Centro Sperimentale).
Il corso ha una durata annuale ed un monte ore di 430
Quota minima di adesioni :
10 allievi
massima:
10 per l’intero pacchetto (comprensivo della sezione di Doppiaggio)
20 per il pacchetto che esclude la sezione di Doppiaggio
Anno accademico 2010-2011 Ottobre -Maggio
Le lezioni avranno luogo in sede per tre giorni (5 ore) a settimana da ottobre a gennaio con l’aggiunta di altri due giorni (ultimo turno 19.30-22.30) dedicati alla Sala Doppiaggio presso la FONOROMAa partire da febbraio fino ad aprile.
Il mese di maggio sarà dedicato al recupero eventuale di alcune lezioni ed allo Stage-saggio di Diploma
Pur non essendo obligatoria la frequenza, è tollerato un margine del 10% di assenze come requisito per l’accesso al Diploma.




